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INQUADRAMENTO GENERALE DELL'AREA
La
riserva naturale del Lago di Ganna, è ubicata in provincia di
Varese e ricade interamente nel territorio del comune di Valganna.
La superficie complessiva è di circa 100 ettari. La Riserva del
lago di Ganna è costituita da una zona umida al cui interno si
trovano due piccoli specchi lacustri: il lago di
Ganna e il
Pralugano; il primo,
classificato come lago di emergenza (Francani, D’Alessio e
Pellegatta, 1985), in parte è alimentato dal Margorabbia e in
parte da alcune risorgive; il secondo invece, di origine
antropica, si è formato in seguito al prelievo della torba e
raccoglie le acque provenienti dal bacino sovrastante.
La valle risulta formata da un'ossatura di rocce poco permeabili,
alle quali si sovrappongono depositi glaciali, fluvioglaciali,
alluvionali e detritici. Il fondovalle è coperto da sedimenti
molto permeabili sui lati, mentre i depositi prossimi al
Margorabbia sono limosi argillosi.
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Nei
secoli XII e XIII i monaci benedettini della
badia di S. Gemolo
agevolarono, mediante apertura di un canale, il drenaggio
della palude ed abbassarono l'incile dell'emissario: queste
operazioni raggiunsero solo in parte lo scopo di bonifica
prefisso, tuttavia ridussero la superficie paludosa del
Pralugano. |
Poco
più di un secolo fa furono intrapresi, ma non portati a termine,
ulteriori progetti di bonifica al fine di consentire lo
sfruttamento dei giacimenti di torba; infine, nel nostro secolo e
fino a circa gli anni '50, venne praticata l'escavazione, con il
risultato di causare la scomparsa quasi totale del Rio Valle di
Pralugano e la formazione di caratteristici specchi d'acqua
geometrici. Circa un secolo fa la superficie media del lago era di
4,46 ha, mentre in uno studio del 1917 la stessa era valutabile in
6,3 ha.
(testo
estratto da “Piano della Riserva Naturale Orientata Lago di
Ganna, 2005, immagine archivio Parco)
DESCRIZIONE SCIENTIFICA DEL SITO
Si
tratta di una zona umida la cui genesi è da porre in relazione ai
fenomeni di intenso glacialismo che, durante il Quaternario, hanno
interessato tutto il territorio settentrionale della provincia di
Varese. Dal punto di vista fisionomico ed ecologico, il territorio
del SIC può essere ripartito grossolanamente in tre zone:
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specchi
d’acqua del Lago di Ganna e della Torbiera del Pralugano
con le relative cinture perilacustri di macrofite igrofile,
ivi comprese alcune aree relitte a sfagno, di notevole
interesse scientifico. Zone a ovest della Torbiera del
Pralugano e a sud del Lago di Ganna, con una serie di
ambienti relativamente omogenei costituiti da boschi e
boscaglie igrofile e praterie inondate caratterizzati dai
seguenti habitat; aree marginali costituite da prati
polifiti permanenti e coltivi.
> Rhyncospora fusca |
La ricchezza di
habitat in Direttiva
presenti (6, di cui 2 ritenuti prioritari) testimoniano la
ricchezza naturalistica dell’area.
> Il Lago
di Ganna visto da Monsonico
(foto: E.
Chiaradia, J. Raccagli)
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> La
torbiera di Pralugano vista dal sentiero N 15
(foto: E. Chiaradia, J. Raccagli)
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>
Ponticello presso la fonte dei "sassi rossi"
(foto: E. Chiaradia, J. Raccagli)
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HABITAT E SPECIE
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